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CONSIDERAZIONI STORICHE OGGETTIVE RIGUARDANTI LA BATTAGLIA DI CAPORETTO: I MOTIVI CHE HANNO PORTATO ALLA DISFATTA DI CAPORETTO E LE FERITE ITALIANE NON ANCORA RIMARGINATE

Il Regno d’Italia dal 1915 si trova impegnato contro l’Impero Austro-Ungarico nella Prima Guerra Mondiale. Bisogna ricordare alcuni fattori importanti riguardanti il fronte italiano. Si trattava di un fronte lungo km a forma di S orizzontale capovolta che si estendeva lungo il confine sud del Trentino fino a nord del Veneto attuale per poi scendere verso Trieste senza però toccarla avvicinandosi alla città triestina di pochi km.

Per tutta la Grande Guerra o per lo meno fino alla disfatta di Caporetto il fronte italiano verrà considerato dagli alleati un fronte di combattimento secondario essendo per Francia ed Inghilterra di vitale importanza il fronte occidentale ed orientale. Continua a leggere

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24 OTTOBRE ORE 2.00 1917 LA BATTAGLIA DI CAPORETTO

I luoghi principali dove avvenne la Battaglia di Caporetto furono l’omonima conca le valli del Natisone ed il massiccio del monte Colovrat.

La catena del Colovrat è una lunga catena montuosa caratterizzata da una serie di alture alte circa 1100 metri l’una e coincide con il confine tra Italia e Slovenia. Questo sistema di monti si trova sopra la valle tra Caporetto e Tolmino da dove nel 1915 le truppe italiane partirono per assaltare le linee austro-ungariche. 

Il fattore da ricordare è che la posizione di Caporetto risulta strategica in quanto è ubicata all’incrocio tra il corso dell’Isonzo e la valle del Natisone la quale porta verso la pianura friulana.

Si intuisce subito che la città durante la Prima Guerra Mondiale funzionò da collegamento tra l’interno del paese e la complessa organizzazione del IV Corpo d’Armata che rappresentava la grande unità militare dell’esercito regio dispiegata tra al vallata e le montagne sovrastanti. A pochi chilometri dalla prima linea del fronte c’erano gli alloggi dei comandi di brigata le riserve e le truppe a riposo.

Le valli del Natisone collegano Cividale del Friuli con la valle dell’Isonzo.

A nord si trova il monte Matajur detto anche monte RE alto circa 1641 metri.

L’esercito tedesco richiesto nell’estate del 1917 dall’impero Austro-Ungarico per alleggerire la pressione italiana sempre più minacciosa era un esercito in continua evoluzione molto versatile e mobile al contrario di quello italiano che per colpa della sua burocrazia e del suo classismo restava per forza inferiore a quello dell’Impero Tedesco. L’esercito tedesco infatti dalle esperienze avute contro gli inglesi ed i francesi sul fronte occidentale aveva adottato una serie di migliorie rivalutando nuove tattiche militari da insegnare ai propri soldati impegnati sul campo di battaglia. Continua a leggere

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LE ARMI UTILIZZATE DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE

L’invenzione di nuove armi da fuoco più precise ed a retrocarica obbligò gli alti comandi di tutta l’Europa all’adottamento di una divisa alternativa rispetto a quelle vistose e colorate ottocentesche. Infatti nell’ottocento l’importante nelle battaglie campali era quello di capire contro chi si stava combattendo in quanto i grossi fumi prodotti dai cannoni e dai moschetti ad avancarica ricoprivano il campo di battaglia rendendo difficile la visuale.

Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento il nuovo armamento in dotazione agli eserciti europei più preciso e meno assordante ed inquinante rese obsoleto e pericoloso l’utilizzo di divise sgargianti e colorate. Divenne obbligatorio l’uso di un nuovo abbigliamento militare in dotazione alle truppe che rendesse i soldati più mimetici possibile al nemico. Continua a leggere

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