Le ingenti spese militari sostenute dall’Inghilterra durante la Guerra dei Sette Anni raddoppiarono il debito pubblico: £ 132.000.000 nel 1763 era una cifra astronomica per l’epoca pari a circa 130% del pil nazionale. La Corona inglese ritenne opportuno tassare le colonie d’oltreoceano per ragioni di disparità fiscale: nella seconda metà del settecento, infatti, un cittadino britannico pagava 26 scellini all’anno, contro l’unico scellino versato annualmente da un colono. Inoltre il governo di Londra riteneva che le pesanti perdite subite durante il conflitto fossero da imputare alla difesa delle colonie dai francesi; di conseguenza esse dovevano contribuire al risanamento del deficit finanziario. In questo scenario, la cautela politica dell’Inghilterra si scontrava con le ambizioni espansionistiche dei coloni: le Tredici Colonie desideravano allargare i propri confini verso ovest, a danno dei nativi considerati “selvaggi” e privi di diritto sulla loro terra. Tuttavia, le direttive del governo inglese come il “Proclamation Line” del 1763 impedivano tali manovre verso occidente. E’ evidente che un incremento dell’economia coloniale, derivante alla scoperta di nuove risorse, avrebbe reso i sudditi d’oltreoceano troppo potenti e autonomi. Molti storici ritengono che questo contesto storico fu tra le cause principali della Rivoluzione Americana.
Continua a leggereLE OPERAZIONI BELLICHE NEL 1915
All’inizio del 1915 divenne chiaro alle due alleanze che la guerra sarebbe stata tutt’altro che breve.
Gli inglesi discutevano sul da farsi in particolare Lloyd George e Winston Churchill aspiravano ad una nuova mossa militare definitiva contro gli imperi centrali per rassicurare militari e civili.
Si decise per un assalto navale ai Dardanelli così da poter aprire una via di rifornimento per la Russia tagliando in due l’Impero Ottomano. Così facendo secondo i piani inglesi gli ottomani si sarebbero ritirati dal conflitto e l’Impero Russo rinforzato dai rifornimenti alleati avrebbe potuto dare una decisiva spallata agli imperi centrali. Inoltre un colpo decisivo agli imperi centrali avrebbe portato altri stati al fianco della Triplice Intesa. Continua a leggere
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LA RIVOLUZIONE AGRARIA NEL XVIII SECOLO
Il XVIII secolo è un periodo caratterizzato da importanti innovazioni in molti campi tra quelli più importanti quello sociale, politico, culturale e militare. Continua a leggere
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LA RIVOLUZIONE FRANCESE 4° PARTE
L’esecuzione capitale del re francese Luigi XVI il 21 gennaio del 1793 portò a dei risentimenti opposti tra i sostenitori e gli oppositori di tale condanna. Molti la trovarono un atto eccessivo e questo provocò la rivolta della Vandea una regione della Francia del sud nella quale esisteva una prevalente idea monarchica. Il partito della gironda chiamati girondini dal nome della Gironda una regione della Francia venne messo da parte poiché aveva tentato di salvare il re francese Luigi XVI dalla condanna a morte e facendo prevalere i giacobini nome datogli dalla rue Jacob dove avvenivano le loro assemblee. Nacque un ristretto gruppo chiamato Comitato di Salute Pubblica. Ne fecero parte il tribuno Georges Jacques Danton e l’avvocato Maximilien Robespierre. La Rivolta della Vandea venne stroncata e la regione messa a ferro e fuoco. Anche le città di Tolone, Lione e Marsiglia tutte e tre ribelli alla rivoluzione vennero riconquistate brutalmente alla causa rivoluzionaria. Continua a leggere
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