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Quali furono le cause che scatenarono la Rivoluzione Americana?

Le ingenti spese militari sostenute dall’Inghilterra durante la Guerra dei Sette Anni raddoppiarono il debito pubblico: £ 132.000.000 nel 1763 era una cifra astronomica per l’epoca pari a circa 130% del pil nazionale. La Corona inglese ritenne opportuno tassare le colonie d’oltreoceano per ragioni di disparità fiscale: nella seconda metà del settecento, infatti, un cittadino britannico pagava 26 scellini all’anno, contro l’unico scellino versato annualmente da un colono. Inoltre il governo di Londra riteneva che le pesanti perdite subite durante il conflitto fossero da imputare alla difesa delle colonie dai francesi; di conseguenza esse dovevano contribuire al risanamento del deficit finanziario. In questo scenario, la cautela politica dell’Inghilterra si scontrava con le ambizioni espansionistiche dei coloni: le Tredici Colonie desideravano allargare i propri confini verso ovest, a danno dei nativi considerati “selvaggi” e privi di diritto sulla loro terra. Tutavia, le direttive del governo inglese come il “Proclamation Line” del 1763 impedivano tali manovre verso occidente. E’ evidente che un incremento dell’economia coloniale, derivante alla scoperta di nuove risorse, avrebbe reso i sudditi d’oltreoceano troppo potenti e autonomi. Molti storici ritengono che questo contesto storico fu tra le cause principali della Rivoluzione Americana.

Pertanto tra il 1764 ed il 1773 il parlamento inglese emanò un sistema di tassazione strutturato che pesò sull’economia e limitò fortemente l’autonomia governativa coloniale. Nel 1764 con il “Sugar Act” gli inglesi applicarono dazi sullo zucchero e ad altre merci importate dai coloni. Nel 1765 la Madrepatria impose ai territori d’oltreoceano lo “Stamp Act” introducendo una tassa di bollo su ogni stipula legale: questo provocò per la prima volta una accesa protesta da parte dei coloni. Nel 1773, il Parlamento concesse il monopolio del commercio del tè alla Compagnia delle Indie, danneggiando i mercati coloniali che risposero con il Boston Tea Party: nel porto di Boston, 342 casse di tè vennero gettate in mare da coloni travestiti da nativi. Re Giorgio III reagì duramente con le “Leggi Intollerabili”, imponendo la chiusura del porto di Boston e riducendo i poteri autogovernativi del Massachusetts; oltre a ciò, installò permanentemente truppe britanniche all’interno delle case private dei coloni. Nel 1774 il “Quebec Act” garantì la libertà di culto ai cattolici francesi e allargò i confini della provincia verso sud, nei territori dell’Ohio. Ciò acuì le tensioni tra colonie americane e la Madrepatria poiché i puritani americani si sentirono traditi dalla Corona protestante che “proteggeva” gli ex nemici invece di favorire i propri sudditi. Queste misure non intimidirono le Tredici Colonie, che convocarono il Primo Congresso Continentale (5 settembre – 26 ottobre1774) a Filadelfia. L’assemblea composta da 56 rappresentanti di 12 colonie (la Georgia non partecipò) chiese al re Giorgio III la revoca delle leggi oppressive. Le Risoluzioni di Suffolk sancirono il boicottaggio delle merci britanniche, con la minaccia di riunirsi nuovamente se le richieste non fossero state accolte. Nel maggio 1775 si riunì il Secondo Congresso Continentale. Questi organi rappresentativi furono l’esplicita risposta all’oppressione britannica e il primo nucleo di un futuro governo autonomo: una prova concreta dell’autodeterminazione di un popolo. Tra le cause della Rivoluzione Americana, non va dimenticata l’influenza culturale che ebbe la corrente dell’illuminismo introdotta nelle colonie d’oltreoceano: in particolare le idee di filosofi come John Locke (vita, libertà, proprietà) ispirarono leader del Congresso Continentale come Jefferson, Adams e Franklin. La politica inglese appariva ormai come un potere assolutistico pin aperto contrasto con il pensiero liberale del settecento. Esistevano anche motivazioni di natura sociale e psicologica: lo Snobismo dell’aristocrazia inglese che considerava i coloni dei britannici di “serie B”. paragonando i territori americani a dei depositi per ex carcerati e contadini ignoranti. Tale disprezzo emerse già nella Guerra dei Sette Anni, quando furono negate promozioni meritate a ufficiali coloniali, tra cui George Washington, spesso derisi come indisciplinati. L’istituzione dei Due Congressi Americani quindi fu l’inizio della costruzione identitaria della nuova nazione: gli Stati Uniti d’America e la risposta netta ai sopprusi inglesi perpetrati contro le Tredici Colonie. La tensione divenne insostenibile quando il generale Thomas Gage marciò verso Concord per confiscare un deposito d’armi e arrestare Samuel Adams e John Hancock. A quel punto ad aprile del 1775, un manipolo di miliziani affrontò le giubbe rosse: il primo colpo sparato di origine ignota passò alla storia come “The shot heard round the world”. Fu il punto di non ritorno: il Congresso nominò George Washington capo dell’esercito continentale. La Guerra d’Indipendenza Americana era iniziata.

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